TAGLIATELLE AL RAGU’
.....ragù alla bolognese di nome e di fatto
In fondo non ho mai capito perché il ragù viene denominato alla bolognese. Turisti e non solo continuano a chiedere spaghetti alla bolognese. Boh non so da dove derivi l’eccezione. Comunque, fatto sta che personalmente risiedo a Bologna e quindi in tutto e per tutto il mio può essere una ragù bolognese.
Ecco come le preparo. Ho utilizzato solo costato di maiale di Maiale allevato al pascolo alimentato naturamente e senza trattamenti antibiotici.
Ingredienti per 4 persone:
- 1 kg. di costato di maiale
- 1 cipolla dorata
- 2 carote
- 1 scatola di pelati
- Sale e zucchero
CONSIGLIO: lo scopo è di esaltare la materia prima senza aggiunta di grassi e di lunghe cotture. Taglio la carne al coltello perché dia al palato il suo valore. Il concetto va adattato ai propri gusti: posso aggiungere maiale, agnello o altri parti di bovino come il muscolo, la coda o il costato. Importante è evitare la macinatura per dare rilievo alla carne di ottima qualità.
Per prima cosa procedo alla tostatura della carne: forno statico a 120° C per 1 ora.
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Appena raffreddato inizio a tagliarlo al coltello eliminando, a discrezione, il grasso in eccesso. La differenza è tutta qua: mantenendo il pezzo grosso al palato percepisco meglio la carne.
Proseguo a cubettare carote e cipolla con lo stesso criterio: faccio dei pezzettini di carote e cipolla e tosto tutto in padella, non faccio nessun fondo.
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CONSIGLIO IMPORTANTE: i pelati vanno scolati da parte del loro liquido perchè danno troppa acidità al sugo (errore abbastanza frequente) e poi vanno frullati con il minipimer; gli ingredienti devono essere equilibrati.
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Assemblo tutto in una casseruola e faccio andare per un ora. Non aggiungo grassi.
Aggiungo sale e zucchero a piacimento a cottura ultimata. Non abbiate paura di aggiungere zucchero che altro non è un fattore di piacevolezza per il palato, ovviamente senza esagerare.
Salto in padella con due tagliatelle la sua morte.















Avionblu nasce nel 2002 come enoteca nel centro storico di Modena. A fine del 2003 il locale viene trasformato in ristorante: menù con pasta fatta a mano, solo pesce fresco e carne di allevamento al pascolo, tutto impostato per una crescita qualitativa costante.
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