La presunta crisi della ristorazione

By : | 0 Commenti | On : aprile 23, 2012 | Categoria : Mangiare fuori

finanza

La ristorazione tradizionale non è in crisi, si sta solo ridimensionando come altri settori merceologici. Il problema principale è che i fatturati stanno calando causa contrazione dei consumi di vino, alcolici in generale, e concorrenza di nuove realtà come ristoranti cinesi e fast food.

Le pizzerie hanno avuto per molti anni il monopolio del pesce, circa un 50% del fatturato proveniva dalle specialità marinare. Ora il sushi ha modificato la gastronomia ittica (solitamente legata al fritto, grigliata mista o spaghetti allo scoglio), innovando l'offerta a tal punto da assorbire una fetta consistente del mercato.

Stessi discorso per i ristoranti tradizionali, i quali hanno beneficiato della forte richiesta di vino per incrementara il lavoro: una bottiglia poteva incidire sul conto finale quasi per un 30%.

Numeri che adesso vengono a mancare con richiamo alla crisi per giustificare il calo.

Non è che i cinesi sappiano cucinare meglio, ma hanno interpretato meglio un'esigenza esplicita del mercato.

Dal lato della domanda il mutato contesto socio-economico ha modificato le abitudine di spesa, ma questo non implica che la gente smetta di mangiare e bere, misura solo con più attenzione i propri acquisti.

Dunque, all'oste, al pizzaiolo o alla razdora non è più richiesto abilità tecniche bensì contabili: questo ha spiazzato i nostri addetti al lavoro.

 

 

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